Ora, con i diari di papà impilati sul comodino e un nuovo capitolo che si apre davanti a me, sto imparando a camminare con più leggerezza. Sto imparando a scegliere le persone che mi scelgono per le giuste ragioni. E porto con me l’ultimo dono di mio padre: non la casa, non i soldi, ma il promemoria che il vero amore non chiede mai: « Cosa hai? ». Chiede: « Come posso starti accanto? ».
Ed è questa l’eredità che vale la pena conservare.
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