C’è un momento silenzioso e universale che si ripete in tutti i ristoranti: il pasto volge al termine, i piatti sono sparsi e qualcuno al tavolo si sporge per aiutare a sparecchiare. Alcuni impilano i piatti senza pensarci due volte. Altri esitano, chiedendosi se sia appropriato, o addirittura gradito.
Quell’istinto fulmineo? Potrebbe rivelare molto di più sul tuo funzionamento interiore di quanto tu immagini.
I due tipi di sparecchiatori da tavolo
La persona che aiuta (spesso estroversa o socialmente sicura di sé)
Questa persona impila i piatti, li porge al cameriere e potrebbe persino iniziare a raccogliere i bicchieri. Agisce rapidamente, spesso senza chiedere il permesso.
Cosa li spinge:
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Il desiderio di essere d’aiuto e utile
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A proprio agio nell’interazione sociale (vedono il cameriere come una persona da assistere, non come un fornitore di servizi).
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Risoluzione dei problemi orientata all’azione
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Bassa ansia riguardo alle regole sociali o al galateo « corretto ».
L’osservatore (spesso introverso o socialmente cauto)
Questa persona nota che il cameriere ha bisogno di aiuto ma esita. Potrebbe chiedere: « Dobbiamo aiutare? » oppure non fare nulla, aspettando che il cameriere se ne occupi.
Cosa li spinge:
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Preoccupazione di oltrepassare i limiti
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Rispetto per i ruoli professionali (vedono il cameriere come un professionista che svolge il proprio lavoro).
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Ansia sociale riguardo al fare la cosa « sbagliata »
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Preferenza per la dimostrazione rispetto all’azione.
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